Tra le orchidee spontanee più spettacolari del Mediterraneo, Himantoglossum robertianum (nota in passato anche come Barlia robertiana) è una delle prime a comparire all’inizio dell’anno. La sua fioritura può iniziare già tra gennaio e febbraio e proseguire fino ad aprile, quando molte altre piante sono ancora in fase vegetativa.
Si tratta di una orchidea terrestre perenne appartenente alla famiglia delle Orchidaceae. La pianta sviluppa due o più grossi rizotuberi sotterranei, organi di riserva che le permettono di superare la stagione sfavorevole e rigenerarsi ogni anno. Dal tubero emerge un fusto robusto ed eretto, alto generalmente tra 20 e 80 cm, talvolta anche più, che porta un’infiorescenza molto densa.
La spiga fiorale può ospitare decine di fiori, spesso profumati, con colori variabili dal rosa chiaro al porpora, talvolta con sfumature verdastre o maculature più scure. I fiori sono relativamente grandi e caratterizzati da un labello trilobato (il “petalo” inferiore delle orchidee) che può essere ulteriormente diviso nella parte centrale.
Questa specie ha distribuzione prevalentemente mediterranea, dal Nord Africa al Medio Oriente, ed è diffusa in gran parte dell’Italia, soprattutto nelle regioni costiere e meridionali. Predilige ambienti aperti e soleggiati, come prati aridi, garighe, bordi di strade o boschi radi, spesso su substrati calcarei.
Negli ultimi decenni diversi botanici hanno osservato una progressiva espansione verso nord, probabilmente favorita dall’aumento delle temperature medie. Questo rende la specie sempre più frequente anche in aree dove un tempo era rara.
Dal punto di vista sistematico, il nome del genere Himantoglossum deriva dal greco e significa letteralmente “lingua a cinghia”, in riferimento alla forma del labello tipica di molte specie del genere; l’epiteto robertianum è invece dedicato al botanico francese Gaspard Nicolas Robert (XVIII-XIX secolo).
Proprio per la sua dimensione imponente e la fioritura precoce, Himantoglossum robertianum è spesso una delle orchidee spontanee più facili da individuare in inverno e all’inizio della primavera. Come tutte le orchidee spontanee, però, è importante osservarla senza raccoglierla, per permettere alla pianta di completare il ciclo riproduttivo e disperdere i suoi semi.
Di recente è stata osservata una stazione interessante di questa specie a Regnano (Comune di Viano) classificata dal Dott. Andrea Gambarelli, esperto botanico in orchidee selvatiche, e ricordiamo a tutti che è VIETATO RACCOGLIERE sia la pianta che il fiore per proteggere la specie e permetterne la diffusione.
Debora Lervini








Foto Michele Sensi, Matteo Benevelli e Debora Lervini
