Usignolo (prima parte)

L’usignolo (Luscinia megarhynchos) è tanto anonimo nell’aspetto, quanto articolato nel canto, almeno per alcune settimane all’anno.

Distribuzione ed habitat

Migratore dall’Africa equatoriale, in cui sverna, visita l’Europa centro meridionale fra aprile e settembre. In Italia è nidificante diffuso e migratore regolare.
Abita in foreste decidue fitte, ricche di sottobosco o in boscaglie. Spesso vicino a stagni, laghi e paludi, ma può adattarsi anche in fitti arbusteti, giardini, parchi cittadini e frutteti, dal livello del mare fino a 400 m.

Aspetto

15-16 cm di lunghezza, 23-26 cm di apertura alare, 18-27 g di peso.

Sessi simili. Ventre color camoscio, dorso marrone, groppone e lunga coda color ruggine.

Volo basso, corto e svolazzante, con ali e coda a ventaglio. Allarme, un crescente “iuiip” o un gracchiante “errrrr”. Canto, del solo maschio, potente e melodico, con sequenze di fischi flautati, staccati e in crescendo “lu lu liu liu li li” intervallati da pause di alcuni secondi fra un fraseggio e l’altro.

Alimentazione

D’estate si nutre di coleotteri, moscerini, mosche, formiche, ragni, lombrichi e larve. D’autunno, per prepararsi alla migrazione, passa invece a bacche e semi.

Predatori

Gli adulti possono essere preda soprattutto di sparvieri e allocchi, mentre nidi e nidiacei possono essere insidiati da gatti domestici, volpi, faine ed ermellini.

Riproduzione

L’usignolo camba partner ogni anno, ma i maschi tornano sempre nelle aree in cui hanno già nidificato con successo, a volte addirittura scegliendo sempre lo stesso cespuglio nel corso degli anni. Giunti in Europa circa 10 giorni prima delle femmine, i maschi iniziano subito a cantare all’alba per delimitare e rivendicare il territorio.

Una volta giunte le femmine, il canto si fa più articolato e notturno, ma solo quando le femmine iniziano a sorvolare un papabile sito di nidificazione i maschi danno il meglio, a volte ingaggiando anche duelli canori, cantando fra le pause del rivale.
Conquistata una femmina il maschio si esibisce in una danza nuziale, molto difficile da osservare, fra il fitto della boscaglia, spalacando ali e coda e sbattendole ed ondeggiandole.

Nidifica fra metà maggio e metà giugno. Mentre il maschio continua a cantare per difendere il territorio, la femmina costruisce il nido, a terra, nell’intrico di un cespuglio o nel folto delle ortiche. È composto da erba secca, foglie, radici e muschio. La femmina depone 4-6 uova verdastre e le cova per 14 giorni. I pulcini sono inetti e nutriti da ambo i genitori. In questo periodo il maschio smette gradualmente di cantare e raramente lo si può sentire dopo il solstizio d’estate.

I pulli escono dal nido dopo circa 12 giorni e vengono accuditi per altre 2 settimane.

Gli esemplari che sopravvivono alla prima migrazione e al primo inverno hanno un’aspettativa di vita di 3-5 anni.

Rapporti con l’uomo

L’analisi dei dati dalle ricatture di esemplari inanellati ha mostrato che quelli che visitano l’Italia effettuano migrazioni anche di 4000 km. L’enorme stress fisico derivante è la prima causa della loro aspettativa di vita relativamente breve.

Altre minacce, oltre alla predazione, di cui ho già detto, sono la distruzione dell’habitat e i cambiamenti climatici, che possono alterare sia gli areali di svernamento sia di nidificazione. Soprattutto nelle aree di svernamento africane si è notato che temperature particolarmente alte possono falciare anche il 70% di una popolazione.
Specia non cacciabile in tutta Europa, anche se in Italia sono stati segnalati casi di bracconaggio, poco sorprendentemente soprattutto in Lombardia e Veneto.

Nonostante tutto, al momento la specie gode di buona salute, ma questo non deve distogliere dagli sforzi per la conservazione ed i monitoraggio degli habitat e delle popolazioni.

Per l’influenza che la specie ha avuto nelle arti e nell’immaginario popolare ci sarà un articolo in futuro.

Federico Buldrini