Tra i manuali che hanno accompagnato generazioni di botanici italiani (e che hanno accompagnato anche noi!), pochi conservano ancora oggi il fascino e l’autorevolezza de La nostra flora di Giuseppe Dalla Fior. Pubblicato per la prima volta nel 1926 dalla casa editrice Monauni di Trento, il volume nacque come guida dedicata “agli insegnanti, agli studenti e agli escursionisti”, ma finì ben presto per diventare molto di più: un vero compagno di campo per chiunque volesse imparare a riconoscere le piante della regione alpina e prealpina.
Sfogliandone le pagine si percepisce immediatamente il carattere di un’opera costruita con spirito divulgativo ma con rigorosa precisione scientifica. Non un semplice elenco floristico, bensì un testo pensato per guidare il lettore nell’osservazione diretta della natura. Dalla Fior conduce infatti il botanico principiante attraverso la morfologia delle piante, i caratteri diagnostici dei fiori, delle foglie e dei frutti, offrendo le chiavi necessarie per distinguere famiglie, generi e specie. È proprio questa impostazione pratica ad aver reso La nostra flora uno dei testi fondamentali per la formazione di intere generazioni di studenti di botanica.
Per molti decenni il volume è stato presente negli zaini degli universitari, sui tavoli degli istituti botanici e nelle biblioteche scolastiche del Trentino-Alto Adige. Prima dell’avvento delle moderne flore illustrate a colori, il riconoscimento delle specie passava inevitabilmente attraverso libri come questo: opere dense, metodiche, spesso annotate a matita dagli studenti durante le esercitazioni sul campo. Le tavole illustrative, unite alla descrizione sistematica delle specie più comuni della regione tridentina, rappresentavano uno strumento indispensabile per imparare a leggere il paesaggio vegetale.
Ancora oggi La nostra flora conserva il sapore dei grandi manuali naturalistici del Novecento: libri nati in un’epoca in cui la conoscenza botanica era strettamente legata all’osservazione diretta e alla paziente pratica di riconoscimento. In quelle pagine sopravvive una scuola di studio della natura fatta di escursioni, erbari, lente d’ingrandimento e taccuini di campagna. Non sorprende quindi che molti botanici e naturalisti considerino l’opera di Dalla Fior una delle basi storiche della floristica alpina italiana.
Bibliografia essenziale di Giuseppe Dalla Fior
- La nostra flora. Guida alla conoscenza della flora della regione tridentina. Trento, Monauni, 1926.
- La nostra flora. Guida alla conoscenza della flora della regione Trentino-Alto Adige. Seconda edizione riveduta e ampliata, Trento, G. B. Monauni, 1963.
- La nostra flora. Guida alla conoscenza della flora della regione Trentino-Alto Adige. Terza edizione a cura di Luigi Fenaroli, Trento, G. B. Monauni, 1969.
- La nostra flora. Terza edizione, successive ristampe, Trento, Monauni, 1985.
Ovviamente nella nostra collezione, oltre alla copia del 1985 utilizzata in Orto botanico a Modena durante gli studi universitari di Scienza Naturali, non poteva mancarne una copia storica. Una copia che, al suo interno, cela parole scritte direttamente da Prof. Giuseppe Dalla Fior come dedica personale “al suo discepolo” datata ben 5 aprile 1927. Parole che, scritte in bella grafia come appunti prezioni, danno un valore unico a questa copia che conserva al suo interno anche il ritaglio di giornale dell’epoca datato Giovedì 23 febbraio 1967 del necrologio in Ricordo di Giuseppe Dalla Fior .








Giuseppe Dalla Fior, il botanico che insegnò a leggere la flora alpina
Fra i protagonisti della botanica trentina del Novecento, il nome di Giuseppe Dalla Fior occupa ancora oggi un posto di assoluto rilievo. Nato a Trento nel 1884, trascorse gran parte della sua vita tra l’insegnamento, la ricerca naturalistica e lo studio della flora alpina, lasciando un’eredità scientifica che continua ancora oggi a essere riconosciuta dagli studiosi di botanica.
Fin da giovane mostrò una particolare inclinazione per le scienze naturali. Dopo gli studi ginnasiali a Trento, si iscrisse all’Università di Vienna, dove conseguì la laurea in Scienze Naturali in un ambiente culturale che, all’inizio del Novecento, rappresentava uno dei principali centri europei per gli studi botanici.
Rientrato in Trentino, Dalla Fior iniziò l’attività di insegnante nelle scuole superiori, dedicandosi parallelamente all’osservazione della flora locale. La sua ricerca fu sempre profondamente legata al territorio alpino: montagne, pascoli, torbiere e boschi divennero il laboratorio naturale entro cui sviluppò gran parte dei suoi studi. Fu collaboratore del Museo di Storia Naturale di Trento sin dal 1914 e successivamente conservatore botanico del museo dal 1922 al 1948.
Il suo nome rimane però indissolubilmente legato alla pubblicazione de La nostra flora, uscita nel 1926. L’opera rappresentò un momento fondamentale per la divulgazione botanica nelle Alpi orientali: per la prima volta studenti, insegnanti ed escursionisti disponevano di un manuale chiaro e sistematico dedicato alla flora trentina. Il libro divenne rapidamente uno strumento di riferimento per il riconoscimento delle piante e contribuì alla formazione di intere generazioni di naturalisti.
Accanto agli studi floristici, Dalla Fior fu anche un pioniere italiano della palinologia, la disciplina che analizza i pollini fossili per ricostruire la storia della vegetazione e del clima. Negli anni Trenta condusse importanti ricerche sulle torbiere e sui sedimenti lacustri della Venezia Tridentina, anticipando metodologie di indagine che solo più tardi si sarebbero diffuse ampiamente nel panorama scientifico nazionale. Le sue analisi permisero di comprendere l’evoluzione delle foreste alpine e le variazioni climatiche avvenute nel corso dei millenni.
La sua attività non si limitò però ai libri e ai laboratori. Giuseppe Dalla Fior partecipò attivamente alla nascita del Giardino Botanico Alpino delle Viote sul Monte Bondone, fondato nel 1938 insieme a Lino Bonomi. Ancora oggi il giardino rappresenta uno dei più importanti orti botanici alpini italiani, custode di migliaia di specie montane provenienti da diverse catene del mondo.
Chi lo conobbe lo ricordò sempre come uno studioso rigoroso ma al tempo stesso schivo e profondamente legato alla dimensione educativa della botanica. Nei suoi scritti emerge infatti una costante attenzione verso la divulgazione scientifica: la volontà di insegnare a osservare la natura prima ancora che a classificarla. È probabilmente questa la ragione per cui le sue opere conservano ancora oggi un particolare fascino. Non semplici manuali scientifici, ma testimonianze di un’epoca in cui lo studio delle piante nasceva soprattutto dall’esperienza diretta sul territorio.
Giuseppe Dalla Fior morì a Trento nel 1967, lasciando dietro di sé erbari, pubblicazioni e una tradizione scientifica che continua a vivere nelle biblioteche botaniche e negli istituti naturalistici del Trentino. Ancora oggi il suo nome resta legato alla conoscenza della flora alpina e alla formazione di generazioni di studenti che, sfogliando La nostra flora, hanno imparato a riconoscere il mondo vegetale che li circondava.
Debora Lervini

