Cardellino

Il cardellino (Carduelis carduelis) è un fringillide inconfondibile, sgargiante e dal canto liquido e melodioso.

Distribuzione ed habitat

Presente in tutta Europa, comprese Isole britanniche e sud della Scandinavia; in Italia è stanziale o migratore di corto-medio raggio su tutto il territorio nazionale. Dopo la stagione riproduttiva si aggrega in piccoli gruppi.
Piuttosto adattabile, lo si può trovare nella macchia mediterranea, nelle pinete, nei gineprai, nei boschi di latifoglie, nei campi incolti, ma sempre in presenza di alberi non fitti, aree aperte e cespugliate e fonti permanenti d’acqua.

Jessica Peruzzo, Monti Tatra, Polonia

Aspetto

12 cm di lunghezza, 21-25 cm di apertura alare, 14-17 g di peso.

Sessi simili. Corpo e dorso bruni, pancia e groppone bianchi, ali nere con larga banda gialla, coda nera con macchie bianche, testa con nuca bianca e mascherina nera, bianca e rossa. Becco e zampe color avorio. Tratto disitintivo dei sessi è la quantità di rosso vicino al becco, più estesa nei maschi.
Giovani con livrea del corpo identica, ma con testa grigia e finemente straiata.

Volo leggero e saltellante, con battiti a raffica.  Il richiamo un “tililìp” cadenzato, il canto ripete il richiamo e lo conclude con una serie di trilli liquidi.

Alimentazione

Il cardellino, da buon Fringillide, è un granivoro, ma a causa della propria estrema specializzazione ha un becco insolitamente affusolato e lungo. Capace di grande equilibrismo, grazie ai forti artigi ed alle zampe lunge quanto basta per tenerlo lontano dalle spine, riesce ad ispezionare a 360° il fiore su cui si è posato, potendosi alla bisogna appendere anche a testa in giù come una cincia. Mentre scandaglia le corolle alla ricerca di semi, emette un vibrante ronzio che pare facilitarne l’estrazione.

Come facilmente intuibile dal nome, si nutre principalmente di semi di cardo e di cardo dei lanaioli, ma non disdegna di visitare anche fiori ed infiorescenze di una vasta gamma di altre piante quali fiordaliso, girasole, acetosa, tarassaco, senecio, cicoria, farfaraccio, centaurea, bardana, lavanda, romice, agrimonia, crespigno e piantagine. Fa incetta di insetti e larve durante il periodo riproduttivo, soprattutto per nutrire i pulcini, mentre nella seconda metà dell’anno visita anche i coni di cipresso e ginepro e, durante l’inverno non è troppo raro vederlo alle mangiatoie.

Predatori

Gli adulti possono essere predati da gheppi, lodolai, sparvieri e gatti selvatici e domestici; nidi e nidiacei sono spesso raziati da corvi, cornacchie, gazze, gheppi, donnole e martore.
Collisioni con auto e vetri possono avvenire, invece, in zone pesantemente antropizzate.

Riproduzione

Il cardellino cambia partner ogni anno, mantenendo sempre l’aggregazione in piccole colonie e nidificando fra la fine di maggio e la fine di luglio.

La sola femmina costruisce certosinamente il nido, su alberi o cespugli, anche fra i rami più alti e sottili, creando un’ordinata scodella di piccole radici intrecciate con fili d’erba, muschio e licheni, poi ancorata ai rami circostanti con fili di ragnatela.

Depone 5-6 uova azzurre macchiettate di rosso bruno; una coppia riesce solitamente ad allevare due covate per ogni stagione, ma in casi di estati particolarmente calde può essercene anche una terza.

Dopo 11-13 giorni di cova, le uova si schiudono e per le sucessive due settimane i pulcini sono nutriti da entrambi i genitori, dopo di che i giovani si aggregano al resto della colonia per imparare a nutrirsi.

La nidificazione del cardellino avviene in concomitanza con la schiusa delle larve di minatrice del larice (Coleophora laricella). Questa farfalla depone le uova sugli aghi del larice comune (Larix decidua) e le larve, uscite che sono, iniziano a scavare direttamente nell’ago su cui si trovano, divorandolo e svuotandolo dall’interno. Qui poi si impuperanno e muteranno in adulto.

Benché i larici rinnovino gli aghi tutti gli anni ed un’infestazione di minatrice, normalmente, causi solo l’ingiallimento degli aghi interessati, si è osservato che reiterate infestazioni in anni consecutivi, riducendo sistematicamente la superficie fotosintetizzante, possono indebolire la pianta e causarle la perdita di più del 50% della capacità di crescita.
I cadellini, predando abbondantemente le larve, ne controllano il numero.

Circa metà dei nuovi nati muore durante il primo anno di vita, mentre quelli che sopravvivono possono arrivare a 3-4 anni in natura e fino a 12 in cattività.

Rapporti con l’uomo

Secondo una leggenda cristiana le piume rosse accanto al becco sarebbero un ricordo di quando il cardellino tentò di togliere la corona di spine a Gesù crocifisso. Durante il Rinascimento questa associazione fra il Fringillide e il Cristo portò a varie rappresentazioni di cardellini all’interno di dipinti di Madonna con Bambino, a volte accompagnati da Giovanni Battista, il più celebre dei quali è senza dubbio la “Madonna del Cardellino” di Raffaello Sanzio, datata al 1506.

Nella musica, attorno al 1728, troviamo invece il Concerto n°3 per flauto, archi e basso continuo di Antonio Vivaldi che, grazie ai trilli e le fioriture di flauto, è stato soprannominato, appunto, il Cardellino.

I suoi colori sgargianti ed il bel canto sono sempre stati alla base della sua grande diffusione in cattività, per semplice gusto estetico o come intrattenimento per bambini, come già raccontato da Dante nel Convivio, nel 1304.
Ciò ha portato ad una pressione più o meno costante su covate e pulcini fino agli anni ’50 del 1900, dopo i quali si è registrata una crescita costante della popolazione europea.
Il furto di uova e pulcini per l’allevamento e l’incrocio con canarini non è comunque scomparso totalmente e gli adulti, specie nelle zone coltivate, sono soggetti anche a bracconnaggio e ad avvelenamento a causa dell’uso di antiparassitari.

Benché la popolazione europea ed italiana sia in linea di massa stabile, i censimenti mostrano un andamento ondivago delle popolazioni locali e non vi è quindi una buona ragione per non migliorare ed inasprire i controlli almeno sulle catture e gli abbattimenti.

Federico Buldrini